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Topic: Perchè ci piacciono le moto d'epoca? (Letto 102 volte) Topic precedente - Topic seguente
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Perchè ci piacciono le moto d'epoca?

Prendo spunto da una osservazione pubblicata su Facebook, per aprire un topic sui motivi per cui ci piacciono di più le moto vecchie, elegantemente definite d'epoca, che quelle moderne.

Su Wikipedia ho trovato come “antropologia culturale”, la seguente definizione “ …. è la disciplina che ha promosso e sviluppato la cultura come oggetto di studio scientifico; è anche il ramo dell'antropologia che studia le differenze e le somiglianze culturali tra gruppi di umani”.
Si deve solo prendere atto che la cultura è cambiata, perché il gruppo di umani che usa la moto è cambiato. Se quando i giovani eravamo noi, il maggior desiderio per un ventenne era di possedere la Moto, al ventenne di oggi non gli passa proprio per la testa. Al limite si accontenta di un plasticone, oppure una moto di cui ignora non il funzionamento, ma proprio i componenti. Le moto sono molto più affidabili delle nostre: partono subito, non si fermano e non bucano (quasi) mai. Se hanno un problema si accende una spia e la devi portare all'officina specializzata in cui gli fanno una diagnosi strumentale e cambiano il pezzo difettoso. Il tecnico, non lo considero un meccanico, non ha particolari competenze, ma conosce il manuale di quella moto.
E’ l’espressione del mondo digitale: o si, o no; o funziona, o non funziona, o resiste o si rompe. Anche i giovani sono così: molto preparati in un campo specifico, ma impreparati a risolvere personalmente un qualsiasi problema quotidiano. Eravamo meglio noi? No, ma eravamo diversi, come erano diversi i nostri padri/nonni.
La nostra, direi, era una logica analogica: non sempre si può essere al meglio, ma andavamo comunque avanti. Come le nostre moto, che non sempre partivano al primo colpo, ogni tanto si fermavano ed ogni tanto bucavano. Prima di rompersi un pezzo, si piegava avvertendoti. Ognuno di noi sapeva un po’ come fare per portarla a casa ed, i più bravi, se la riparavano da soli. Siamo rimasti con questa cultura, per cui ci sentiamo a disagio montando su una moto senza cambio e senza frizione.
Su questa base, che direi di antropologia culturale, scaturiscono tutte le considerazioni del perché i maggiori amanti delle moto anni ‘70/80 siano, anagraficamente parlando, degli ex-giovani.

Altro aspetto la parte economica. Quando mia madre mi ha comprato il Vespone 125 nel 1972 per 232.000 lire, erano i soldi che aveva messo da parte per la lavastoviglie. Mi ero impegnato a lavare i piatti tutte le sere fino a quando non ci fossero i soldi per comprare la nuova lavastoviglie..Qualche anno dopo, per mettere da parte i soldi per la prima moto, usata, ho lavorato tutta l’estate come apprendista falegname. La prima moto “vera” con le rate della borsa di studio al primo impiego da laureato. Una giapponese maxi nuova era un sogno che durava tutti i sabati da quando si giocavano le due colonne riempendole di 1, 2 ed X, fino alla domenica pomeriggio al termine delle partite.
Il sogno si è poi potuto materializzare quando l’oggetto dei nostri desideri è stato economicamente raggiungibile ed abbiamo iniziato a giocarci a 360°, con passeggiate, raduni, manutenzioni, disquisizioni tecniche, e non solo, trovando tanti nuovi amici con cui condividere la nostra passione di giovani attempati.

Re:Perchè ci piacciono le moto d'epoca?

Risposta n. 1
bello mi è piaciuto,a parte il tuo personale :D  :wave: